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Il Centro Studi Roma 3000 fa un nuovo centro:
gli eventi di informazione politica ed economica


di Fabrizio Borni
(Presidente ANPOE)

1[6]Devo ringraziare Alessandro Conte, presidente dell’Associazione Centro Studi Roma 3000 e caro amico, per l’invito al Convegno sugli “Scenari di politica ed economia internazionale” a poche ore dall’insediamento ufficiale di Donald Trump alla Casa Bianca.

2 il Presidente del Centro Studi Roma 3000 Alessandro ConteDopo i saluti dell’Avvocato Alessandro Forlani che ha parlato della sua esperienza come membro della Commissione Esteri, prima del Senato e poi della Camera, è stata data la parola al Ministro Paul Berg il cui intervento è stato orientato principalmente sulla cultura dell’elettore americano e del suo concetto intellettuale che sconfina spesso in un valore assoluto ideologico il quale si sintetizza nel fare qualunque cosa pur di far del bene e questo principalmente perchè si è sempre o quasi convinti di farlo, sia in politica interna che internazionale. Questo, naturalmente, è stato un commento con senso critico, anzi autocritico, utile per comprendere chi è e come vota l’elettore medio americano.
Altri relatori intervenuti: l’Ambasciatore Giampiero Massolo, il giornalista Mario Sechi ed il giornalista americano Andrew Spannaus, autore del libro Perché vince  Trump.
L’evento, che ha registrato l’accreditamento di giornalisti, economisti, dirigenti di varie associazioni ed esponenti della diplomazia italiana, ha focalizzato l’oggetto non verso valutazioni critiche pro o anti Trump, ma nella direzione di valutare l’ipotesi di un nuovo riassetto planetario alla vigilia di questa straordinaria vittoria elettorale che, per molti aspetti, non ha precedenti.

3[5]Mario Sechi, nel suo intervento di chiusura, ha voluto puntualizzare con dati certi alla mano (certi perchè composti da numeri concretamente riscontrabili) che l’effetto Trump, prima ancora dell’ufficiale ingresso alla Casa Bianca del neo Presidente, ha già portato risultati e che gli stessi sono ben diversi dalle aspettative di chi denigrava il programma politico del miliardario americano.
Si porta come esempio l’indice Dow Jones che passa dai 18.332 punti dell’otto novembre 2016 ai 19.780 e più di oggi. Un significativo rialzo a testimonianza che la Borsa non solo non teme il miliardario presidente, ma gli dà fiducia, così come gli danno fiducia i Mercati in genere; conferma di ciò sono i rialzi di società industriali come le acciaierie o ad esempio quelle che si occupano di movimentazioni terra. Si portano i numeri dell’Industria Caterpillar le cui azioni salgono da 81 dollari dei primi giorni di novembre ai 93 di oggi.
Il Mercato, quindi, è un Mercato rialzista che ha aggiunto, a livello di capitalizzazione alle aziende quotate, più di 1000 miliardi di dollari. Quindi chi pensava che l’effetto Trump sarebbe stato una catastrofe, dovrà ricredersi, poichè – almeno fino ad ora – i numeri smentiscono questa tendenza.
Su un panorama mondiale Sechi ha concluso con una valutazione che personalmente condivido in pieno e cioè che oggi abbiamo persone che stanno diventando sempre più ricche; persone che stanno diventando sempre più povere e persone che non sanno cosa fare: gli europei.
Forse è anche per questo che Theresa May, Primo Ministro del Regno Unito, preme con determinazione sull’acceleratore Brexit?


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