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“Io sto con papà”, evento di solidarietà domenica 11 marzo

Si svolgerà domenica 11 marzo al Factory, Piazzale dello Stadio Olimpico 5, dalle ore 18, la manifestazione di musica e cabaret “Io sto con papà”. Per l’occasione sul palco a presentare l’evento un trio d’eccezione: Andrea Delogu (Stracult, Rai2) e Arianna Ciampoli (Quelle brave ragazze, Rai1) con Fabrizio Pacifici.
Tra gli ospiti Magico Alivernini, Marco Passiglia, Enio Drovandi, Armando Tartaglini (cover di Zucchero), Daniele Butera (cover dei Queen), Gianluca Giugliarelli, Marco Rossetti, il pugile Pasquale Di Silvio e il popolare rapper Tony Effe (Dark Polo Gang).

PREMESSA

“Il bisogno di intessere relazioni affettive è un esigenza insita nella natura umana. L’uomo, infatti, non è fatto per vivere da solo, ma è un individuo che tra i vari bisogni essenziali ha quello dell’attaccamento che scaturisce dalla necessità di protezione e che permette agli individui di avere una maggiore sicurezza nell’esplorazione del mondo e nella costruzione del proprio bagaglio di esperienze.

L’interruzione dei legami affettivi tra genitori detenuti e figli, come statisticamente provato, può incrementare fenomeni di abbandono scolastico, devianza giovanile, disoccupazione, illegalità, disagio sociale e aumentare i casi di detenzione tra i figli di genitori detenuti.
Il progetto nasce dall’idea di promuovere e rafforzare in ogni modo il mantenimento della relazione figlio genitore durante la detenzione e sensibilizzare la società civile perché si faccia carico dei diritti umani, sanciti dalle convenzioni internazionali, in favore dei minori separati dai propri genitori detenuti, affinché il diritto alla genitorialità venga garantito, culturalmente assimilato e reso parte del sistema valoriale.

Il carcere è il luogo in cui è maggiormente necessario tutelare questo diritto per contrastare le possibili conseguenze dovute all’interruzione dei legami affettivi, dannose anche per la comunità, che vede, come statisticamente provato, aumentare i casi di detenzione nelle biografie dei figli di genitori detenuti, incrementare fenomeni di abbandono scolastico, devianza giovanile, disoccupazione, illegalità, disagio sociale.
Un intervento di sostegno e accompagnamento della relazione genitoriale durante l’esperienza della carcerazione si configura quindi come intervento di prevenzione sociale.
È un intervento che si rivela duplice in termini di prevenzione: aiuta a prevenire le difficoltà emozionali e relazionali del bambino e il loro effetto negativo sul suo sviluppo psicoaffettivo e aiuta il genitore a conservare e continuare a svolgere il suo ruolo genitoriale.
Per questo qui vogliamo focalizzare l’attenzione sulla situazione di disagio biunivoco, che sia i genitori che i loro figli vivono.

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